"Siamo consapevoli che la Comfort letter riguarda nello specifico le imposte sui redditi, ma chiediamo un approfondimento tecnico e istituzionale che valuti la possibilità di applicare all’Irap la stessa logica, leggendo l’esenzione come un trattamento coerente con la natura soggettiva degli enti e non come un aiuto". Così la presidente di Confcooperative Federsolidarietà Lombardia Maria Grazia Campese su Vita, intervenendo sul dibattito in merito alla possibilità che l'esenzione Irap prevista per gli enti del terzo settore possa ricadere nel regime di aiuti detto dei "de minimis".
Una questione emersa a seguito della decisione di Regione Lombardia di confermare l’esenzione Irap per cooperative sociali, organizzazioni di volontariato ed ex Onlus in via transitoria e sperimentale per il 2026 e il 2027. È su questo aspetto che Campese sottolinea: "Chiediamo che la misura diventi strutturale, perché le cooperative sociali sono imprese ad altissima intensità di lavoro e l’Irap pesa direttamente sul costo dei servizi. Se l’esenzione venisse meno, quel costo finirebbe nelle tariffe pagate dalla pubblica amministrazione, nelle rette pagate dalle famiglie, oppure andrebbe a discapito dei margini già minimi delle cooperative".
L'altro aspetto su cui le centrali cooperative chiedono chiarezza è quello sull'operatività della norma regionale nel regime dei "de minimis", normativa UE che consente agli Stati membri di concedere alle imprese aiuti pubblici di lieve entità anche senza l'autorizzazione alla Commissione europea. Una clausola non prevista nella norma regionale del 2003 sull'esenzione dell'Irap per le cooperative sociali: "Il riferimento viene dal Codice del Terzo settore. L’articolo 82 consente alle Regioni di ridurre o esentare l’Irap per gli enti del Terzo settore, comprese le cooperative sociali. L’articolo 88 riconduce queste agevolazioni ai regolamenti europei sugli aiuti di Stato in regime di de minimis per cui l’Irap non pagata va conteggiata nel plafond triennale di ogni cooperativa, insieme a contributi e altre agevolazioni. È un cambio di natura importante: per due decenni la stessa esenzione non è mai stata trattata come aiuto".
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