Come misurare e valorizzare la sostenibilità di un’impresa cooperativa senza che questa finisca per snaturare le sue caratteristiche, ma anzi traendo da queste un modello per tutta l’economia regionale? Questa la sintesi delle domande emerse durante il seminario “ESG & cooperazione”, organizzato lunedì 5 ottobre nella sede di Confcooperative Lombardia, nel quale è stata presentata la ricerca “Sostenibilità cooperativa - La misurazione delle performance ESG nelle imprese cooperative”.
Un’occasione per confrontarsi sia sul contributo che possono offrire le cooperative lombarde allo sviluppo dell’economia regionale, ma anche su come le buone pratiche sperimentate nel contesto dell’economia sociale possano essere prese a modello per interventi strutturali a beneficio di tutta la comunità. L’obiettivo resta quello di non disperdere le esperienze maturate negli anni, riconoscendo il mondo della cooperazione come interlocutore imprescindibile quando si parla di sostenibilità del sistema economico.
Ad aprire la giornata, dopo i saluti introduttivi del direttore di Confcooperative Lombardia Enrico De Corso, sono state la vicepresidente di Confcooperative Bergamo Daniela Meridda e la docente dell’Università degli Studi di Bergamo Silvana Signori, che hanno illustrato rispettivamente il percorso intrapreso finora da Confcooperative sul tema della sostenibilità e lo stato dell’arte della misurazione delle performance ESG nelle imprese cooperative.
“Misurare significa valorizzare. Se vogliamo accompagnare davvero le scelte pubbliche e riconoscere il contributo del settore – comunità energetiche, filiere corte, attenzione alle persone – servono dati chiari, comparabili, che rendano visibile ciò che oggi spesso resta implicito. I 30 indicatori proposti dalla ricerca vanno in questa direzione: offrono una base concreta per dare forma a un patrimonio di competenze e valori che merita riconoscimento. Regione Lombardia guarda con interesse a questo lavoro. Nei tavoli che abbiamo già attivi – dal Protocollo per lo Sviluppo Sostenibile alla programmazione sull’Economia Sociale – continueremo il confronto con il mondo cooperativo per capire come integrare questi indicatori nelle nostre strategie. Il convegno di oggi è una tappa del percorso “Verso il Forum per lo Sviluppo Sostenibile”, il luogo naturale dove istituzioni, imprese e mondo accademico possono lavorare insieme in modo concreto. È questo il metodo: dialogo, misurazione, scelte operative” ha dichiarato l’assessore all’Ambiente e al Clima di Regione Lombardia Giorgio Maione durante la tavola rotonda sulle politiche regionali per la sostenibilità e il ruolo dell’economia sociale che ha caratterizzato la seconda parte del seminario.
Al dibattito, moderato dal vicepresidente e segretario generale di Confcooperative Brescia Michele Pasinetti e terminato con una conclusione a cura del presidente di Confcooperative Bergamo Lucio Moioli, hanno partecipato oltre all’assessore Maione anche il vicepresidente di Fondazione Lombardia per l’Ambiente Paolo Aliprandi, la dirigente della direzione generale Sviluppo Economico di Regione Lombardia Maria Carla Ambrosini e il presidente di Confcooperative Lombardia Massimo Minelli, che ha così riassunto il pensiero di Confcooperative Lombardia:
“Il concetto da cui dobbiamo partire è quello della scalabilità delle politiche per la sostenibilità. Da questo punto di vista rinnoviamo la richiesta a Regione Lombardia affinché nelle sue politiche industriali investa sull’ecosistema dell’economia sociale, di cui le imprese cooperative sono una componente fondamentale. La distintività dell’economia sociale, unita a efficaci e adeguati strumenti di misurazione e rendicontazione, come quelli presentati nella ricerca dell’Università di Bergamo realizzata con Confcooperative Bergamo, permettono al movimento cooperativo di offrire un rinnovato contributo allo sviluppo sostenibile della Lombardia, così come inteso dall’iniziativa del Forum Regionale dello Sviluppo Sostenibile organizzato dall’Assessore Maione e dal suo assessorato che vivamente ringraziamo”.