Mettere in relazione agricoltura, ambiente e comunità per costruire nuove forme di collaborazione sul territorio. È questo il messaggio emerso dall’incontro promosso da Confcooperative Agroalimentare Lombardia all’Abbazia di Morimondo.
Ad aprire la giornata l’intervento dello scrittore e pedagogista Franco Nembrini, che, attraverso la lettura di Al conte Carlo Pepoli di Giacomo Leopardi ha proposto una riflessione sul significato del lavoro e sulla necessità di dare uno scopo alla fatica quotidiana. Un tema significativo per l’agricoltura, dove il lavoro significa anche produrre cibo, custodire il territorio e mantenere vive le comunità rurali.
Il confronto, moderato dal giornalista Angelo Frigerio, ha coinvolto rappresentanti del Parco naturale lombardo della Valle del Ticino, cooperative, imprese agricole e mondo ambientalista. Tra i temi affrontati, la tutela delle marcite, il rapporto tra attività agricola e ambiente, la sostenibilità economica delle imprese e il valore della cooperazione.
Il territorio del Parco del Ticino, con circa 900 km², 47 Comuni aderenti e oltre 1.200 imprese agricole, rappresenta un esempio concreto della stretta relazione tra produzione e tutela del paesaggio. Come emerso dagli interventi di Claudio De Paola e Michele Bove, rispettivamente Direttore e Responsabile Settore Agricoltura del Parco del Ticino, la conservazione del territorio richiede il coinvolgimento attivo delle aziende agricole e un dialogo costante tra imprese e istituzioni.
Emilio Baietta, Presidente di Santangiolina Latte Fattorie Lombarde, ha sottolineato il ruolo della cooperazione come strumento per condividere obiettivi e responsabilità, mentre Gabriele Corti, imprenditore agricolo dell’Azienda Agrituristica Cascina Caremma, ha portato l’esperienza di un’azienda agricola multifunzionale, capace di integrare produzione, trasformazione, agriturismo e occupazione.
Sul rapporto tra agricoltura e sostenibilità si è concentrato invece Damiano Di Simine, Responsabile scientifico di Legambiente Lombardia, richiamando la necessità di affrontare le criticità ambientali attraverso dati condivisi e proposte concrete, mantenendo al centro anche la sostenibilità economica delle imprese.
A chiudere i lavori è stato Stefano Pezzini, presidente di Confcooperative Agroalimentare Lombardia, con l’invito a “fare sistema”: trasformare il confronto in una collaborazione concreta tra Parco, imprese, cooperative e mondo ambientalista: “Unire le forze, mettere insieme competenze, condividere esperienze, creare connessioni è l’unica soluzione per salvaguardare ambiente, territorio e costruire filiere agroalimentari forti, sostenibili e di qualità”.