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Co-progettazione ed Ets: l’analisi di Salvatore Semeraro su Vita

Co-progettazione ed Ets: l’analisi di Salvatore Semeraro su Vita
Il commento del membro del consiglio di presidenza di Confcooperative Federsolidarietà Lombardia sui costi invisibili che il modello comporta per gli Enti del Terzo Settore

Categorie: Confcooperative LombardiaDalle Federazioni

Tags: Confcooperative,   Co-progettazione

"L’ambizione della coprogettazione era, nei principi, il passaggio dal rapporto fornitore-committente ad una co-titolarità paritaria. Questa ambizione ha però un costo reale e misurabile, che gli Enti del Terzo settore sostengono". Così il Salvatore Semeraro, membro del Consiglio di presidenza di Confcooperative Federsolidarietà Lombardia, che sulle pagine di Vita ha analizzato gli effetti del modello della co-progettazione per le realtà del Terzo Settore.

Nello specifico, Semeraro individua quattro principali disfunzioni strutturali nel modello della co-progettazione: "Il lavoro non remunerato che seleziona implicitamente gli enti, L’asimmetria del potere che trasforma il modello inter pares evocato dall’art. 55 del Cts in un’architettura verticale, Il welfare etero-sostenuto che nasce dall’incrocio tra disomogeneità della rendicontazione e crisi dei flussi finanziari e, infine, la riapertura dei tavoli che consente alla pubblica amministrazione, in fase post-costitutiva, di ampliare le attività senza incrementare le risorse".

Per Semeraro tuttavia "Riconoscere queste distorsioni non significa negare il valore dell’istituto, che resta insostituibile per costruire welfare di prossimità. Occorrono però correttivi lungo quattro direttrici". Per la precisione sulla governance dei tavoli, sulla rendicontazione, sui flussi finanziari e sulla stabilità dell'accordo.

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