“In un sistema normativo complesso, spingersi ai limiti del consentito diventa spesso una tentazione. Qualcosa può essere formalmente legittimo e al tempo stesso essere percepito come ingiusto dalla società”.
È quanto affermato dal presidente del Consorzio Cooperative Lavoratori Alessandro Maggioni, che sull’edizione milanese de Il Giorno propone una riflessione su un tema di stringente attualità: quello dei sistemi di favori, dipendenze e opacità procedurali che si sviluppano dalle cosiddette zone grigie normative, figlie di legislazioni approssimative od obsolete.
Un fenomeno, spiega Maggioni, dove a prevalere non è necessariamente una logica di tipo squisitamente criminale, ma quella più banale “di anteporre il vantaggio personale al bene comune. […] Accade anche quando lo strumento cooperativo viene piegato a logiche clientelari”.
Su questo, il presidente del Consorzio ricorda il lavoro fatto negli ultimi anni proprio all’interno del Ccl al fine di prevenire tali criticità: “Abbiamo investito seriamente sul Modello Organizzativo 231, non come adempimento burocratico, ma come strumento di governo dell’organizzazione: tracciabilità delle decisioni, responsabilità chiare, procedure verificabili”.
L’appello finale è rivolto alla politica, a cui Maggioni chiede la capacità “di produrre norme chiare. Ogni cavillo in più crea uno spazio in meno per la legalità e uno in più per chi sa usare la complessità a proprio vantaggio”.
Leggi l’articolo