S’intitola Come fare luogo e raccoglie 25 testimonianze di una parte di Italia che ha deciso di non arrendersi alla crisi demografica e al depauperamento delle aree interne: quella delle cooperative di comunità. Realtà radicate sul territorio e che costituiscono un presidio sociale vitale per le collettività delle zone montane o periferiche.
Il volume, presentato a Roma a margine dei lavori per l’Assemblea nazionale di Confcooperative Habitat, racconta uno spaccato poco noto dell’economia italiana; un resoconto, seppur parziale, del lavoro che quotidianamente svolgono le 131 cooperative di comunità associate a Confcooperative.
Enti che per il presidente nazionale Maurizio Gardini rappresentano “l’unico antidoto strutturale allo spopolamento delle aree interne, però in Italia non esiste, a oggi, la legge quadro nazionale sulle cooperative di comunità. Si spendono miliardi in politiche di coesione territoriale con risultati spesso deludenti. Dall'altro, si lascia senza sostegno normativo uno strumento che, nei territori dove è stato sperimentato, ha dimostrato di funzionare”.
“Non chiediamo privilegi: chiediamo che la legge riconosca la specificità di un modello che opera nell'interesse generale, che assume su di sé funzioni che altrimenti ricadrebbero sullo Stato e che tiene vivi territori che lo Stato ha progressivamente abbandonato” conclude Gardini.
Tra le testimonianze illustrate durante la presentazione anche quella di Simone Locatelli, presidente de I Raìs, cooperativa di comunità fondata nel 2016 a Dossena, in provincia di Bergamo, da un gruppo di giovani dell’età media di 22 anni. Attualmente I Raìs, che in bergamasco significa radici, gestisce a Dossena la manutenzione del verde, i servizi educativi, la biblioteca comunale, la mensa scolastica e la Trattoria Alpina. Tutti gli utili vengono reinvestiti in attività sociali per il paese.
«Ci occupiamo di tutti quei servizi che sono essenziali per un paese ma che sempre più spesso nelle cosiddette aree interne scompaiono, uno dopo l'altro. Dimostrando che non è necessario abbandonare i borghi per trovare opportunità» ha spiegato Locatelli.
Sempre dalla bergamasca arriva la storia della cooperativa Giovani Orme di Corna Imagna, anch’essa raccontata nel volume Come fare luogo. Giovani Orme opera dal 2011 su due diversi ambiti: quello socio-educativo, con la gestione di laboratori scolastici, e quello turistico commerciale con la gestione dell’ostello Il Sentiero e il bar pizzeria Alà Baleta. Un’opera di promozione territoriale multilivello oggi diventata punto di riferimento nella Valle Imagna.
In Lombardia sono attualmente otto le cooperative di comunità, localizzate tra le provincie di Bergamo e Brescia. Oltre alle già citate I Raìs di Dossena e la Giovani Orme di Corna Imagna troviamo la Tre Esse di Tignale, la Terre d’Oltre Goggia di Moio de’ Calvi, L’Aes di Roncobello, We Ardesio di Ardesio, la Carpegn di Cusio e La Gerla di Pertica Alta.