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MINORI - Rafforzamento della rete dei Centri per la famiglia, Regione approva le Linee guida operative e di rendicontazione

MINORI - Rafforzamento della rete dei Centri per la famiglia, Regione approva le Linee guida operative e di rendicontazione
Circa 8 milioni assegnati a Regione Lombardia per il potenziamento dell’offerta di servizi da parte dei Centri esistenti e all’attivazione di nuovi Centri

Categorie: Confcooperative Federsolidarietá

Tags: cantiereperilwelfare,   minori famiglia scuola

Regione ha approvato le linee guida operative e di rendicontazione dell'iniziativa  "Raf­forzamento della rete dei centri per la famiglia".

Il documento definisce le modalità di rendicontazione delle spese ammissibili nell’ambito dell’iniziativa sperimentale sul “Rafforzamento della rete dei Centri per la famiglia” del Dipartimento per le politiche della famiglia. Alla realizzazione delle iniziative è destinato un finanziamento ministeriale complessivo di euro 55.000.000, 00, assegnati alle regioni secondo il criterio di riparto utilizzato per il Fondo per le politiche della famiglia, di cui 7.914.500,00 euro a Regione Lombardia per il potenziamento dell’offerta di servizi da parte dei Centri esistenti e all’attivazione di nuovi Centri, laddove inesistenti o il numero, a livello regionale, fosse ritenuto insufficiente.
Le risorse regionali complessive sono così suddivise:

- una quota pari a euro 7.505.000,00, ovvero euro 79.000,00 per il numero di Centri per la Famiglia coinvolti per la realizzazione delle azioni previste nel documento di Programmazione, da assegnare a ciascuna ATS; (nel documento vi è il prospetto con la suddivisione per ATS)

− una quota pari a euro 312.000,00, ovvero euro 39.000,00 per ciascuna ATS per azioni di sistema, tra cui l’attività di verifica e di monitoraggio in loco della corretta operativi­tà dei Centri per la Famiglia;

− una quota pari a euro 97.500,00 per Regione Lombardia per azioni di comunicazione.

 

Progetti attività finanziabili

Tutti i Centri per la Famiglia dovranno avviare e consolidare il ruolo informativo dei Centri sui servizi, risorse e opportunità istituzionali e informali (educative, sociali, sanitarie, economiche, scolastiche e del tempo libero) per la famiglia, che siano attivi nel territorio e offerti a livello nazionale, migliorandone la fruizione anche attraverso l’attivazione di sportelli informativi dedicati, accessibili non esclusivamente per via informatica. I Centri già esistenti dovranno svolgere obbligatoriamente almeno ulteriori due iniziative scelte tra quelle di seguito elencate:

1. erogazione di servizi per l’ascolto e il counseling dedicati agli adolescenti e ai loro genitori;

2. sensibilizzazione sul valore dell’affidamento familiare e dell’adozione attraverso le esperienze delle famiglie affidatarie e adottive e la promozione di una formazione continua degli operatori e delle famiglie stesse; 3. promozione dell’utilizzo di figure di sostegno alla maternità e alla famiglia, nei primi mille giorni


Enti proponenti 

I progetti sono presentati in partenariato. Il capofila del partenariato è beneficiario del contributo e responsabile dell’attuazione di tutte le iniziative previste dalle progettualità approvate e con il ruolo di: − gestore dei rapporti economici con i partner rispetto al contributo regionale assegnato e al cofinanziamento; − unico referente nei confronti di ATS.

Il capofila ha l’obbligo di verificare attraverso procedure di autocontrollo, prima della trasmissione della rendicontazione, la spesa dei propri partner in sede di conclusione del progetto ai fini dell’ottenimento del saldo e, a seguito del ricevimento del saldo, dovrà effettuare la liquidazione ai rispettivi partner.

In ogni caso, gli enti proponenti il progetto (capofila) potranno essere:

a) Enti gestori (enti pubblici, enti del terzo settore iscritti al Runts, enti privati no profit non iscritti al Runts, enti iscritti all’anagrafe ONLUS presso l’Agenzia delle Entrate) di servizi, di UdO sociali e/o sociosanitarie, di interventi/progettualità per le famiglie ad esclusione degli enti capofila di Ambito che rientrano nel successivo punto

Gli enti gestori dovranno avere le seguenti caratteristiche:

- esperienza almeno quinquennale nella gestione di servizi, di UdO sociali e/o sociosanitarie, di interventi/progettualità relativi al supporto/promozione della famiglia;

- documentate collaborazioni e/o partnership con la rete dei servizi (sia sociali che sociosanitari) e delle realtà associative e di terzo settore del territorio di riferimento;

- almeno una sede operativa in Regione Lombardia nel territorio afferente dell’ATS per cui si presenta il progetto;

b) Ambiti territoriali – enti capofila dell’accordo di programma oppure, in subordine, Comuni singoli, Unioni di Comuni, Comunità Montane.

 

Gli altri punti illustrati nelle linee guida sono: il documento di programmazione del progetto, il piano dei costi, il monitoraggio, modalità e tempi per l’erogazione dei contributi, gli obblighi dei beneficiari, le richieste di variazioni. Vi è poi un modello 1 prospetto di calcolo orario. 

Il decreto è in allegato

 

 

 

 

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