Patrizio Tambini confermato coordinatore del Comitato Sanità di Confcooperative Lombardia: guiderà per il prossimo quadriennio la cooperazione sanitaria, che conta 59 cooperative aderenti, 4.459 occupati e un fatturato di 1,6 miliardi di euro.
Tambini, comasco classe 1960, è laureato in Economia e amministrazione non profit all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha fondato la cooperativa sociale San Giuseppe Onlus, una delle realtà più importanti della Lombardia nel settore dell’assistenza alle persone non autosufficienti. Nel 2025 è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.
Ad essere eletto anche il nuovo Consiglio:
Cooperative tra Medici
- Simona Clerici (Confcooperative Insubria)
- Mario Sorlini (Confcooperative Bergamo)
Mutue
- Maria Grazia Campese (Confcooperative Milano e dei Navigli)
Settore farmaceutico
- Marco Marchi (Confcooperative Brescia)
Settore Sanitario
- Andrea Capetta (Confcooperative Milano e dei Navigli)
- Giovanni Lucchini (Confcooperative Milano e dei Navigli)
Settore Sociosanitario
- Massimo Cavagnini (Confcooperative Brescia)
- Marco Crimi (Confcooperative Bergamo)
- Alberto Francesco Festa (Confcooperative Brescia)
- Giovanni Giraldi (Confcooperative Insubria)
- Giacomo Mantelli (Confcooperative Brescia)
Focus dell'assemblea, che ha visto la presenza anche dell’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso, il ruolo strategico della cooperazione nel sistema sanitario lombardo. Su un totale di 5.000 medici in Lombardia (medici di medicina generale e pediatri di libera scelta), sono 1.350 - cioè il 27% - quelli che aderiscono a Confcooperative, e gestiscono il 60% della cronicità.
Inoltre, sul fronte farmaceutico, aderisce a Confcooperative Lombardia la principale cooperativa tra farmacisti in Italia, la bresciana CEF - Cooperativa Esercenti Farmacia, che gestisce il 42% della quota di mercato in regione e il 20% a livello nazionale. E mette in campo una rete logistica con magazzini regionali che raggiunge il 92% delle farmacie lombarde su circa 3.100 esistenti.
Nel corso dell’assemblea è emerso come la cooperazione possa una soluzione reale per ridurre le liste d’attesa, grazie al potenziamento della presa in carico dei pazienti cronici, della telemedicina e allo sviluppo della farmacia dei servizi come front office territoriale, in stretta connessione con i medici di medicina generale, favorendo un accesso più rapido e appropriato alle cure.
«La riduzione delle liste d’attesa richiede scelte chiare e il coraggio di valorizzare la sanità territoriale. La cooperazione è pronta a fare sistema con Regione Lombardia, mettendo a disposizione una rete strutturata di medici, farmacisti e realtà sociosanitarie. È necessario accelerare su modelli organizzativi innovativi: attraverso investimenti in telemedicina e diagnostica territoriale possiamo garantire risposte più rapide ai cittadini e alleggerire la pressione sugli ospedali. I numeri lo dimostrano: il 27% dei medici coinvolti e il 60% della cronicità gestita confermano un ruolo già centrale nel sistema» ha affermato Tambini.
Nel settore sociosanitario la cooperazione gestisce anche una quota rilevante di servizi territoriali: il 30% dell’Assistenza Domiciliare Integrata, il 32% delle RSD (Residenze Sanitarie per Disabili), il 15% delle RSA, il 22% dei consultori e la maggioranza dei servizi di psichiatria per adulti e della neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, oltre al 20% degli hospice.
L’assemblea del Comitato Sanità di Confcooperative Lombardia è stata ospitata nella sede della Cooperativa IML (Iniziativa Medica Lombarda), nata nel 2011 su iniziativa di 24 medici di famiglia delle province di Milano e Bergamo. Negli anni ha coinvolto anche medici delle province di Brescia, Monza-Brianza, Como, Mantova, Sondrio, Pavia, Lodi e Novara. Oggi conta 920 soci, 77 dipendenti, 37 infermieri a contratto libero professionale. Tra i servizi offerti: la presa in carico del paziente cronico, gestione di studi medici, servizio di telemedicina.