All’Abbazia di Chiaravalle, l’Arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini ha incontrato questa mattina il mondo della cooperazione agroalimentare lombarda in occasione della visita alla Fondazione Grana Padano. L’iniziativa, in collaborazione con Confcooperative Fedagripesca Lombardia, ha rappresentato un momento di dialogo e confronto tra la Diocesi ambrosiana e il sistema cooperativo impegnato nella filiera agroalimentare del territorio.
La mattinata si è aperta con la visita all’Abbazia di Chiaravalle, luogo simbolo della tradizione agricola e monastica lombarda. A seguire si è svolto l’incontro con l’Arcivescovo, introdotto da Marco Menni, vicepresidente vicario di Confcooperative, don Nazario Costante, incaricato regionale per la Pastorale sociale e del lavoro e Natale Carapellese, del Municipio V di Milano. Sono intervenuti Giuseppe Saetta, presidente della Fondazione Grana Padano, padre Stefano Zanolini, abate dell’Abbazia di Chiaravalle, Renato Zaghini, presidente del Consorzio Grana Padano, Stefano Berni, direttore del Consorzio Grana Padano e Fabio Perini, presidente di Confcooperative Fedagripesca Lombardia.
L’incontro rappresenta un momento di dialogo tra Conferenza Episcopale Lombarda, Diocesi Ambrosiana, mondo cooperativo e filiera agroalimentare, con particolare attenzione ai temi del lavoro e a quelle realtà che coniugano tradizione, qualità delle produzioni e responsabilità sociale. In questo contesto, la cooperazione agroalimentare rappresenta un modello capace di tenere insieme valore economico, radicamento territoriale e attenzione alle comunità locali. L’Abbazia di Chiaravalle, luogo simbolico della tradizione agricola e spirituale lombarda, offre una cornice significativa per riflettere sul rapporto tra fede, lavoro e sviluppo sostenibile.
“La presenza dell’Arcivescovo Delpini – ha dichiarato Marco Menni, vicepresidente vicario di Confcooperative – si inserisce nel solco del rapporto che Confcooperative ha rafforzato in questi anni con la CEI e nel dialogo avviato da tempo con la Chiesa lombarda e con la Diocesi di Milano. Non è casuale che questo incontro si svolga proprio all’Abbazia di Chiaravalle, luogo simbolo della tradizione del Grana Padano, filiera in cui opera un segmento importantissimo delle cooperative aderenti a Confcooperative in Lombardia. Confcooperative è impegnata a sostenere lo sviluppo dell’economia sociale, un sistema che mette insieme cooperative, imprese sociali, fondazioni e mutue in una visione che investe nella crescita dei territori. In questo senso anche la Fondazione Grana Padano, rappresenta un esempio significativo di questo modello”.
“Siamo particolarmente grati all’Arcivescovo Delpini per aver accolto il nostro invito e a Confcooperative Lombardia per aver reso possibile questo momento di incontro qui all’Abbazia di Chiaravalle. Per la Fondazione Grana Padano – ha sottolineato Giuseppe Saetta, Presidente Fondazione Grana Padano - è un’occasione preziosa di dialogo tra il mondo della cooperazione e la Chiesa ambrosiana, nel segno di valori che ci sono comuni: attenzione alle comunità, solidarietà e impegno concreto verso le persone più fragili e il territorio”.
"Essere qui, all'Abbazia di Chiaravalle, significa tornare alle radici della nostra storia – ha proseguito Renato Zaghini, Presidente Consorzio Tutela Grana Padano -. In questo luogo i monaci cistercensi inventarono il Grana Padano, trasformando il lavoro della terra in un patrimonio di civiltà. Oggi, come allora, il modello cooperativo dimostra che l'economia può e deve avere un'anima: la nostra sfida è coniugare la tutela della DOP con la responsabilità verso la comunità, un impegno che portiamo avanti con orgoglio attraverso il Consorzio e la nostra Fondazione".
“La cooperazione – ha concluso Fabio Perini, presidente di Confcooperative Fedagripesca Lombardia – è una componente fondamentale della filiera del Grana Padano DOP: oggi oltre il 65% della produzione proviene da aziende cooperative. Grazie a Fondazione e Consorzio Grana Padano per la disponibilità ad organizzare l’evento di oggi, un’occasione ulteriore per promuovere il nostro modello cooperativo che consente di valorizzare il lavoro degli allevatori soci e dei produttori di formaggio e di mantenere il valore generato legato ai territori, anche in una situazione di mercato molto difficile e preoccupante come quelle di questi giorni. In un contesto internazionale sempre più complesso e drammatico, con sfide importanti come il ricambio generazionale ed il reperimento di lavoratori qualificati con impegnative mansioni come quelle caratterizzanti il lavoro nei caseifici, le cooperative continuano a rappresentare un presidio economico e sociale per molte aree rurali e uno strumento di solidità e sviluppo per le imprese agroalimentari”.