La cooperazione sanitaria, sociosanitaria e sociale di Confcooperative Lombardia ha incontrato oggi l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso per un confronto sui principali nodi del sistema sanitario regionale, con particolare attenzione all’abbattimento delle liste d’attesa e al rafforzamento della presa in carico dei pazienti cronici.
All’incontro hanno partecipato il presidente di Confcooperative Sanità Giuseppe Milanese, il presidente del Comitato Sanità di Confcooperative Lombardia Patrizio Tambini e il vicepresidente di Confcooperative Lombardia Marco Menni, insieme ai consiglieri Marco Marchi, Mario Sorlini e al direttore di Mutua Cooperazione Salute Lombardia Pierluca Castelnovo.
«La cooperazione sanitaria lombarda è già oggi un’infrastruttura territoriale essenziale – hanno dichiarato Milanese e Tambini –. Il 27% dei medici di medicina generale è associato al nostro sistema e gestisce già circa il 60% della cronicità: questo significa che esiste un potenziale immediato per estendere ulteriormente la presa in carico e rendere più efficace la sanità territoriale».
Nel corso del confronto è stato sottolineato come il sistema cooperativo possa contribuire in modo concreto a ridurre le liste d’attesa con il coinvolgimento della cooperazione tra medici nella diagnostica, attraverso il potenziamento della telemedicina e lo sviluppo della farmacia dei servizi. In particolare, la cooperazione propone un modello integrato in cui le farmacie possano operare come front office territoriale per prestazioni ed esami semplici, in stretta connessione con i medici di medicina generale, favorendo un accesso più rapido e appropriato alle cure.
«La rete delle cooperative tra medici, farmacisti e realtà sociosanitarie, attraverso investimenti in telemedicina e diagnostica territoriale, può offrire risposte immediate ai cittadini e contribuire ad alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere – ha aggiunto Confcooperative –. La cooperazione è pronta a fare sistema con Regione Lombardia per costruire soluzioni rapide e strutturali».
Confcooperative Lombardia ha inoltre presentato i numeri che testimoniano il ruolo strategico della cooperazione nel sistema regionale. Le cooperative associate comprendono 1.350 medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, pari a circa il 27% dei medici lombardi, e rappresentano una rete già oggi centrale nella gestione della cronicità. Sul fronte farmaceutico, Confcooperative associa la principale realtà tra farmacisti in Italia, che gestisce il 42% della quota di mercato in Lombardia e il 20% a livello nazionale, una rete logistica composta da cinque magazzini regionali e venti in Italia che raggiunge il 92% delle farmacie lombarde su circa 3.100 esistenti.
Nel settore sociosanitario la cooperazione gestisce inoltre una quota rilevante dei servizi territoriali: il 30% dell’Assistenza Domiciliare Integrata, il 32% delle RSD, il 15% delle RSA, il 22% dei consultori e la maggioranza dei servizi di psichiatria per adulti e della neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, oltre al 20% degli hospice.
Durante l’incontro sono stati affrontati anche altri temi cruciali, tra cui la revisione dei requisiti organizzativi delle unità d’offerta sociosanitarie, le difficoltà legate al reclutamento del personale, le emergenze nell’area della salute mentale e il ruolo delle mutue come strumento di prevenzione e sostegno alle fasce più fragili.