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Seconda mano, abiti usati e solidarietà con Riuse

Categorie: Dalle Cooperative

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Milano 23/06/2015 - Troppo larghi, troppo stretti o fuori moda? Anche gli abiti possono avere una seconda vita e per di più “sostenibile”. Cresce a Milano la rete di Raccolta Indumenti Usati Solidale ed Etica (Riuse), con 1300 cassonetti in più di 300 Comuni, e tonnellate di indumenti usati salvati dall’inceneritore. Sotto la regia della Caritas Ambrosiana, la sigla riunisce in un contratto di rete 6 cooperative sociali: Cooperativa ABAD, Cooperativa Ezio, Di mano in mano Solidale, Padre Daniele Badiali, Spazio Aperto e Vesti Solidale, coordinate dal Consorzio Farsi Prossimo. Ma cosa centra la solidarietà con la sostenibilità? Ogni anno dai cassonetti “Dona Valore” si recuperano circa 8 mila tonnellate di abiti usati, che significa, per i milanesi, un milione e cinquecento mila euro risparmiati sui costi di smaltimento ogni anno. Ma il vantaggio non è solo per le tasche, ma anche per l’ambiente con meno 29 milioni di tonnellate di emissioni CO2, 48 milioni di metri cubi d’acqua e milleseicento tonnellate di pesticidi eliminati. Ogni anno una parte consistente dei ricavi finanzia inoltre progetti di solidarietà ed assistenza promossi dalla Caritas Ambrosiana sul territorio della Diocesi, con investimenti, solo nel 2014 pari a 317 mila euro. Ma non finisce qui. Circa il 5% delle entrate, pari a 143 mila euro per il 2014, sono infatti utilizzanti dalle stesse cooperative Riuse in propri progetti finalizzati a creare nuova occupazione per soggetti svantaggiati. Per gli amanti dello shopping vintage e del second hand riuse, la rete offre anche una vendita al dettaglio, con abiti di qualità, anche di marca, a prezzi “stracciati” nello store Share di via Padova 36 a Milano.
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