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BERGAMO, IMPRESA COOPERATIVA MOTORE D’INNOVAZIONE

BERGAMO, IMPRESA COOPERATIVA MOTORE D’INNOVAZIONE

Il valore, 1,2 miliardi di fatturato e 26 mila posti fissi

Categorie: Confcooperative Lombardia

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«Le cooperative? Un attore economico portatore di un modello e di un’idea di sviluppo inclusivo e sostenibile finalizzato a un maggiore equilibrio tra capitale e lavoro, a una propensione alla distribuzione più equa del valore aggiunto e all’investimento e a un radicato ancoraggio all’economia reale»: con queste parole Giuseppe Guerini, presidente di Confcooperative Bergamo, ha illustrato i dati e gli scenari aperti della ricerca sul mondo cooperativo della nostra provincia presentata al convegno «Imprese cooperative tra presente e futuro. Una risorsa per il territorio, creazione di valore e nuovi servizi per il suo sviluppo» organizzato sabato 18 marzo al Palazzo dei Contratti e delle Manifestazioni di Bergamo.

Guerini: «Per la prima volta un’analisi sulle caratteristiche delle imprese cooperative»

 «Abbiamo colto l’occasione del recente studio realizzato dall’Ocse, su incarico della Camera di Commercio di Bergamo, per fare un affondo sulla specificità delle imprese cooperative, chiedendo di svolgere una ricerca al più accreditato istituto di ricerca a livello internazionale Euricse (Eurpean Research Institute on Cooperative and Social Enterprises), e un ulteriore approfondimento realizzato dall’Università di Bergamo attraverso il Cesc (Centro sulle Dinamiche Economiche, Sociali e della Cooperazione) – prosegue Guerini -. Possiamo quindi disporre, per la prima volta in una modo specifico per la provincia di Bergamo, di un’analisi di grande interesse circa le caratteristiche delle imprese cooperative, fondata su una documentata e solida base di dati e su modelli scientifici di analisi accurati».

La ricerca in sintesi

L’obiettivo della ricerca era quello di misurare nel modo più preciso possibile la diffusione e la rilevanza delle cooperative attive nella provincia di Bergamo verificandone la situazione al 2014 ed approfondendone l’evoluzione negli ultimi anni, anche in analisi comparata con le imprese di capitali. «La ricostruzione - ha spiegato Chiara Carini di EURICSE Trento -  si basa sulla combinazione di diverse fonti dati sia di natura statistica che amministrativa: l’Archivio Statistico delle Imprese Attive (Asia) dell’Istat, la banca dati Aida-Bureau Van Dijk, gli archivi dell’Inps e l’Albo delle Cooperative disciplinato dal Decreto del Ministro dello sviluppo economico del 23 giugno 2004 e successive integrazioni».

Al 2014 il numero di cooperative attive nei settori extra-agricoli, con sede legale nella provincia di Bergamo, erano 763 − di cui 213 sociali − pari al 9,3% delle cooperative con sede in Lombardia e all’1,3% delle cooperative risultate attive a livello nazionale. La distribuzione a livello comunale evidenzia una concentrazione delle cooperative nei due principali comuni della provincia: Bergamo e Treviglio. Dall’analisi dei bilanci disponibile emerge che, nel 2014, le cooperative bergamasche esaminate hanno generato un valore della produzione di quasi 1,3 miliardi di euro. Si tratta di un presente variegato: a realtà di piccole-medie dimensioni si affiancano alcuni first player di settore attivi a livello nazionale in grado di determinare l’andamento economico-finanziario ed occupazionale dei settori di attività. Fondamentale l’apporto delle cooperative sociali, attive soprattutto nei settori tradizionali della cooperazione sociale di tipo A (assistenza sociale, sanità e istruzione) e di produzione e lavoro (soprattutto nei trasporti, servizi di supporto alle imprese e costruzioni).

Secondo i dati estratti dagli archivi dell’Inps, nel corso del 2014, le cooperative e i consorzi cooperativi con sede nella provincia di Bergamo hanno attivato più di 36 mila posizioni lavorative, pari al 10,6% delle posizioni lavorative attivate dalle cooperative e consorzi con sede in Lombardia. I dati sottolineano l’equità di partecipazione al lavoro delle donne - il 53,9% delle posizioni attivate in corso d’anno, contro il 46,4% a livello regionale ed il 49,3% a livello nazionale - e una maggiore presenza di giovani rispetto alle realtà regionale e nazionale: il 37,2% delle posizioni lavorative è occupata da lavoratori con meno di 35 anni, contro il 36,1% rilevato per la Lombardia e il 30,1% a livello nazionale.

Jahier: «Dati in linea con lo scenario europeo»

I dati che la ricerca mette in luce sono in linea con il resto d’Europa come ha sottolineato ha sottolineato Luca Jahier, presidente del Gruppo Attività diverse del Cese (Comitato economico e sociale europeo): «Le imprese cooperative oggi aggregano 144 milioni di persone, circa un quarto della popolazione europea, ma devono trovare maggiore visibilità e ascolto rispetto a quello che è loro oggi assegnato perché questo è un settore capace di leggere prima degli altri cambiamenti economici. Il mondo dell’economia sociale, di cui le cooperative sono una componente essenziale, ha prodotto un aumento del Pil, del numero di imprese, con un saldo positivo occupazionale rispetto ad altre forme di impresa, che ha garantito un incremento del 40% in Europa».

Il focus sulla cooperazione sociale

Nella seconda parte della ricerca l’analisi si concentra sulle cooperative sociali, 181 quelle in provincia di Bergamo, la cui vocazione si conferma quella dell’assistenza sociale e, in misura minore, di prestazioni nel campo dei servizi alle imprese. La prima, in particolare, garantisce oltre il 60% degli occupati delle cooperative sociali. «Il sistema delle cooperative sociali nella provincia di Bergamo si è mosso con sufficiente dinamismo anche durante il periodo di crisi e con modalità abbastanza diverse rispetto alle altre cooperative - ha sottolineato Annalisa Cristini del Cesc (Centro sulle dinamiche economiche, sociali e della cooperazione) dell’Università di Bergamo -. Durante la fase di prolungata recessione vissuta dal 2008 al 2013, le cooperative sociali sono riuscite a mantenere maggiore livello, per quanto mediamente non elevato, d’investimenti e a gestire i flussi di occupazione riducendo i tassi in uscita».

CSA Coesi, strumento di accompagnamento per cooperative

Durante il convegno, che si è concluso con l’intervento di Cristiano Arrigoni, direttore di Bergamo Sviluppo-Azienda Speciale della Camera di Commercio di Bergamo, sulla creazione di nuove imprese nella provincia di Bergamo, è stato presentato anche il Centro Servizi Aziendali Coesi, nato dall’unificazione tra Coesi Servizi e CSA Bergamo avvenuta nell’agosto 2016 e che rappresenta la struttura di riferimento di Confcooperative Bergamo per l’assistenza e la consulenza alle cooperative e alle realtà del terzo settore.

«Il Csa Coesi è uno strumento di accompagnamento per cooperative che giocano una partita imprenditoriale per il territorio, un centro servizi nato dall’unità di tre soggetti diversi - ha ricordato il presidente Lucio Moioli - La solidità di Csa Coesi è testimoniata dai numeri: un organico composto da più di 70 tra dipendenti e consulenti stabili, più di 400 organizzazioni che fruiscono dei suoi servizi, un valore della produzione che supera i 3 milioni di euro, più di 7.500 cedolini mensili per un totale di circa 200 i clienti che fruiscono del servizio di tenuta contabilità, cui si aggiungono 48 realtà che richiedono servizi di redazione di bilancio».

Infine, Massimo Minelli, presidente di Confcooperative Lombardia, ha portato i saluti di tutta l’organizzazione, sottolineando l’importanza di dare continuità ad azioni di studio e approfondimento come quelle offerte da Confcooperative Bergamo e CSA Coesi: azioni ancora più decisive in un momento come quello attuale nel quale si tende a rincorrere soluzioni e scorciatoie di breve respiro, caratterizzate da scarsa efficacia.

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